Il Museo Archeologico Nazionale di Napoli è tra i più antichi e importanti al mondo per ricchezza e unicità del patrimonio e per il suo contributo offerto al panorama culturale europeo. copre un’ampia gamma di periodi storici dall’antica Grecia all’impero romano.
La formazione delle collezioni del museo è legata alla figura di Carlo di Borbone, sovrano del Regno di Napoli a partire dal 1734, che promosse l’esplorazione delle città sepolte dall’eruzione del Vesuvio nel 79 d.C. Nel 1748, il re curò la realizzazione di un Museo Farnesiano nella città partenopea, trasferendo parte della collezione ereditata dalla madre Elisabetta Farnese dalle residenze di Roma e Parma.
Fu il figlio di Carlo, Ferdinando IV, a concepire il progetto di riunire i due nuclei delle collezioni Farnese e dei reperti vesuviani già esposti nel Museo Ercolanese all’interno della Reggia di Portici nell’attuale edificio, originariamente destinato a cavallerizza e utilizzato come sede dell’Università dal 1616 al 1777.
Durante il periodo della dominazione francese (1806-1815), il Museo fu oggetto dei primi allestimenti e, con il ritorno dei Borbone a Napoli nel 1816, assunse la denominazione di Real Museo Borbonico. Le collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli, diventato nazionale nel 1860, sono andate arricchendosi grazie all’acquisizione di reperti provenienti dagli scavi nei siti della Campania e dell’Italia Meridionale e dal collezionismo privato.
Tra le collezioni principali ci sono la collezione Farnese, con reperti di Roma e dintorni, la collezione pompeiana con reperti provenienti dall’area vesuviana e la collezione egizia, una delle più importanti al mondo con oltre 18.000 reperti.
Il MANN è una tappa obbligatoria per gli amanti dell’archeologia e della storia antica.

